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Cordone ombelicale dalla Sicilia per salvare bimbo ungherese

(ANSA) – PALERMO, 06 OTT – Una sacca contenente un cordone ombelicale donato da una mamma che ha partorito in Clinica Candela a Palermo e crioconservata nella Banca del Sangue Cordonale di Sciacca è stata inviata all’ospedale Albert Florian di Budapes. La donazione è destinata a un bambino di due anni affetto da una grave forma di leucemia. Il sangue cordonale contiene preziose cellule staminali, necessarie per curare gravissime patologie del sangue e rappresenta un’alternativa altrettanto efficace e sicura al trapianto di midollo osseo, nei casi in cui non si trovi un donatore compatibile in famiglia. La probabilità di reperire un donatore compatibile nei Registri Internazionali di midollo osseo (circa 25 milioni nel mondo, di cui in Italia circa 350mila) è del 35%. Questa opportunità deriva dal lavoro portato avanti da decenni dalla Clinica Candela e dal suo direttore scientifico, il professore Ettore Cittadini, in tema di ricerca sulle cellule staminali raccolte ed estratte da sangue cordonale ombelicale. La Clinica è attualmente impegnata con il ruolo di capofila nel progetto relativo alla estrazione e sintesi di prodotti medicinali derivati da placenta per terapie avanzate per patologie epatiche ed endometriali “Prometeo”. “Il ‘miracolo’ è fatto di grandi numeri e della condivisione dei dati in tempo reale da un capo all’altro del mondo. – afferma Pasquale Gallerano, direttore della Banca Cordonale – e più si allarga questa rete, più saranno le probabilità di trovare un donatore compatibile per chi ne ha bisogno. Il numero di trapianti di cellule staminali da sangue cordonale continua a crescere superando in atto il numero di 40mila procedure, confermando la grande potenzialità delle cellule staminali del sangue placentare che, per alcuni aspetti, sono da ritenersi persino superiori rispetto a quelle contenute nel midollo osseo. Ad esempio, le cellule staminali presenti nel sangue placentare sono meno aggressive dal punto di vista immunologico”. “La raccolta di sangue cordonale, in funzione di donazioni in favore di bambini affetti da patologie ematologiche – spiega il prof. Ettore Cittadini – è aumentata negli anni. Sin dal 2000, la nostra Struttura ha stimolato queste donazioni, ricevendo una risposta che vorrei definire straordinaria in termini di disponibilità e generosità delle donne. Negli ultimi anni le donazioni sono, ulteriormente, aumentate in virtù, anche, della dimostrata grande potenzialità delle cellule staminali derivate dal sangue cordonale, dimostratesi, sotto alcuni aspetti, superiori a quelle contenute nel midollo osseo”.(ANSA).