Widget Image
Il Centro di Biologia della Riproduzione opera da diversi decenni nel campo della “sterilità umana” con l’impegno di un gruppo di medici, biologi, personale infermieristico ed amministrativo altamente qualificato e con l’ausilio di attrezzature sempre all’avanguardia.
(+39) 091 323412
info@cbrpalermo.it
Title Image

Fecondazione assistita

Custom icon
Inseminazione Intracervicale
IUI

Per Inseminazione Intracervicale (IIC) o Inseminazione Intrauterina (IUI) si intende la immissione di liquido seminale opportunamente ‘preparato’ rispettivamente nel canale cervicale o nella cavità uterina, in ciclo spontaneo ovvero previa induzione farmacologica dell’ovulazione.
È una tecnica semplice e poco invasiva che prevede comunque un preliminare accurato studio dell’apparato genitale interno femminile, della pervietà delle tube, della funzione ovulatoria nonché dei parametri seminali del partner. Tecnicamente viene effettuata con una cannula flessibile introdotta nel canale cervicale o in cavità uterina a 0.5 cm circa dal fondo, e iniettando lentamente un piccolo volume di liquido seminale trattato.
Un accurato monitoraggio ecografico ed ormonale dell’ovulazione e la preparazione del liquido seminale rappresentano le due tappe fondamentali per il successo della tecnica.

Custom icon
Fecondazione in vitro con transfer dell'embrione
FIVET

Questa metodica prevede l’aspirazione dei follicoli sviluppatisi nelle ovaie a seguito di una induzione di crescita follicolare multipla, l’identificazione degli ovociti, la loro fecondazione e sviluppo “in vitro” degli embrioni (FIV) ed il loro successivo trasferimento all’interno dell’utero materno (ET). L’intervento per il prelievo degli ovociti viene eseguito sotto controllo ecografico in anestesia locale o generale.

Custom icon
Microiniezione dello spermatozoo all'interno del citoplasma ovocitario
ICSI

Questa tecnica rappresenta la più avanzata delle strategie impiegate per la soluzione di un problema di sterilità di coppia. Più specificamente, essa consente di affrontare il problema della sterilità da fattore maschile. La fecondazione in vitro mediante ICSI prevede che un singolo spermatozoo venga inserito, per mezzo di un microago, direttamente all’interno della cellula uovo. La ICSI comporta le stesse modalità di esecuzione delle fasi di stimolazione ovarica, monitoraggio e trasferimento degli embrioni. Una variante alla ICSI classica, di recente introduzione, è rappresentata dalla IMSI che consiste nell’iniezione intracitoplastica di spermatozoi morfologicamente
selezionati con alto potere di ingrandimento.

Custom icon
Diagnosi genetica preimpianto
PGD

La diagnosi genetica pre-impianto (PGD) è una forma molto precoce di diagnosi prenatale. Viene eseguita su gameti femminili o su embrioni umani, che sono ottenuti in un programma di Fecondazione in vitro (FIVET o ICS).
La diagnosi genetica pre-impianto trova la sua applicazione in tutte le coppie che sono a rischio di trasmettere alla prole una malattia genetica, come malattie monogeniche o anomalie cromosomiche.
In seguito alla sentenza 151 del 2009 della Corte costituzionale, il CBR ha attivato il servizio di PGD esclusivamente per le patologie associate alle talassemie, alla fibrosi cistica e a patologie geniche trasmesse dai genitori.

Assisted Zona Hatching (AZH)

Questa tecnica che utilizza un sistema laser, provoca un ‘buco’ nella zona pellucida degli embrioni poco prima che essi vengano trasferiti nell’utero.
Si utilizza nei casi in cui si ipotizza che la membrana esterna dell’ovocita (zona pellucida) non sia in grado di “rompersi” da sola per favorire la fuoriuscita della blastocisti al momento dell’impianto nell’utero materno.

Custom icon
Crioconservazione gameti ed embrioni

La crioconservazione del liquido seminale e\o degli spermatozoi prelevati chirurgicamente è una tecnica che viene utilizzata per poter procedere all’inseminazione degli ovociti a prescindere dalla presenza o dallo stato di salute del partner maschile. Questa tecnica rappresenta un’opportunità per i pazienti che rischiano di perdere la funzione riproduttiva a causa di trattamenti antineoplastici. La metodica utilizzata ormai da molti, consente di utilizzare i gameti nel tempo mantenendo inalterata la loro capacità fecondante.

Crioconservazione degli ovociti
Rappresenta un opportunità per le pazienti con ovociti in esubero, per quelle che rischiano di perdere la funzione riproduttiva a causa di trattamenti antineoplastici e per l’esaurimento ovarico precoce.

Crioconservazione degli embrioni
La sentenza 151 del 2009 della Corte costituzionale, che ha dichiarato  l’illegittimità costituzionale di una parte dell’art. 14 comma 2 e 3 della legge 40, ha permesso di introdurre nella pratica clinica la possibilità di congelare gli embrioni che eccedono al numero indicato dai ginecologi da trasferire nel ciclo fresco.
La scelta di fecondare più di 3 o più ovociti viene presa dai ginecologi sulla base
della storia clinica della coppia, e, solo nel caso in cui si formino un numero
superiore a quello da trasferire si potrà procedere al congelamento embrionale. Rimane, comunque, la possibilità di congelare gli embrioni nel caso di
impossibilità al transfer per gravi problemi di salute, documentata dal medico. Il transfer di questi embrioni deve essere eseguito al più presto nel rispetto della salute della paziente.

Custom icon
Prelievo chirurgico degli spermatozoi

Nella condizione di assenza di spermatozoi nel liquido seminale eiaculato (azoospermia), è possibile recuperare chirurgicamente spermatozoi direttamente dal testicolo per aspirazione o per biopsia (TESA o TESE), o dall’epididimo (MESA). Tali prelievi possono essere effettuati anche mediante una semplice aspirazione con un ago di piccole dimensioni ed in anestesia locale.
Le tecniche di prelievo chirurgico degli spermatozoi richiedono sempre l’ausilio della ICSI, perché gli spermatozoi, anche se “geneticamente maturi” non hanno acquisito la totale capacità di penetrare l’ovocita. Il tipo di procedura richiede che la partner femminile si sottoponga ad un ciclo di trattamento per indurre un buon recupero ovocitario. Nei casi di recupero ai di fuori del ciclo di stimolazione si procede al congelamento degli
spermatozoi recuperati.

Custom icon
Fecondazione eterologa

A seguito della Sentenza della Corte Costituzionale n. 162 del 9.4.2014 che ha dichiarato l’illegittimità Costituzionale del divieto alla fecondazione con gameti di donatore, peraltro possibile fino al 2014, il CBR si è reso operativo anche in tale situazione, indicazioni e condizioni stabilite dalla Legge e con approvvigionamento dei gameti con le modalità qui esposte. Tali metodiche vengono accettate ed eseguite presso il CBR, unicamente quando è accertata e certificata una patologia che è da considerarsi causa irreversibile di sterilità o infertilità, o in presenza di una documentata patologia genetica, e vengono attuate solo su coppie con partner di sesso diverso, maggiorenni ed entrambi conviventi o sposati.
La fecondazione eterologa maschile (donazione di spermatozoi) mediante IUI o FIV è indicata nei casi di:

  • dimostrata infertilità da fattore maschile severo (cioè, azoospermia e oligoastenoteratozoospermia severa o mancata fertilizzazione dopo iniezione intracitoplasmatica (ICSI).
  • Partner maschile con disfunzione eiaculatoria incurabile.
  • Partner maschile affetto o portatore di un significativo difetto genetico o che abbia una storia familiare di una condizione per la quale lo stato di portatore non può essere determinato.
  • Partner maschile con fattore iatrogeno di infertilità.
  • Partner femminile Rh-negativo e gravemente isoimmunizzata con partner maschile Rh-positivo.

La fecondazione eterologa femminile

Questa tecnica consiste nella donazione di ovociti “freschi o criopreservati” che sono microiniettati con sperma del partner. E’ indicata in tutti i casi di:

  • Partner femminile Rh-negativo e gravemente isoimmunizzata con partner maschile Rh-positivo.
  • Partner femminile con dimostrata ed irreversibile infertilità.

Approvvigionamento del seme
Il CBR, non essendo dotato di banca del seme interna al centro stesso, si rivolge a delle Banche europee site ed operanti all’interno della comunità europea che offre garanzie di sicurezza per ciò che attiene i criteri di inclusione e di selezione dei donatori, del liquido seminale e la sua criopreservazione, escludendo campioni provenienti da soggetti portatori di malattie infettive, genetiche e di altra natura, secondo la normativa europea (Direttive 2004/23/CE) e delle sue attuazioni (Direttive 2006/17/CE. Art.2).

Approvvigionamento degli ovociti

In attesa di un riscontro positivo e più vasto della disponibilità delle donne soggette a FIV alla condivisione degli ovociti prelevati (egg sharing), il CBR si è rivolto a banche Europee. Esse offrono delle garanzie di sicurezza per i criteri di inclusione e di selezione delle donatrici, la qualità dei gameti e la loro criopreservazione, escludendo campioni provenienti da soggetti portatrici di malattie infettive, genetiche e di altra natura, secondo la normativa europea (direttive 2004/23/CE) e delle sue attuazioni (direttive 2006/17/CE. Art.2).

Custom icon
Biobanca oncologica

Sin dal 1978 il nostro gruppo di lavoro ha eseguito la crioconservazione di liquido seminale in pazienti candidati a trattamenti oncologici. A decorrere dal 1986 i biologici del nostro Centro si sono occupati della crioconservazione di embrioni, e a partire dal 2004,anche in ottemperanza alla legge 40/2004 hanno messo a punto tecniche di congelamento o vitrificazione ovocitaria. A decorrere dal 2002, tenuto conto del significativo aumento della sopravvivenza nelle pazienti oncologiche trattate con chemio e/o radioterapia, è stata messa a punto una strategia di preservazione del potenziale di fertilità attraverso crioconservazione del tessuto ovarico.
Alcuni frammenti vengono recuperati tramite biopsia effettuata per via laparoscopica o laparotomica e crioconservati in azoto liquido (196°C) per essere poi scongelati e reimpiantati in sede omologa od eterologa, alla completa remissione della malattia.

Custom icon
Transfer laparoscopico dei gameti
GIFT

Questa metodica prevede la fecondazione “in vivo” all’interno del lume tubarico abituale sede dell’incontro tra ovocita e spermatozoo. L’intervento viene generalmente effettuato tramite laparoscopia; si introduce uno speciale ago che, collegato ad un sistema di aspirazione, consente di prelevare il liquido follicolare contenente l’ovocita.
L’ovocita o gli ovociti vengono introdotti direttamente nel tratto terminale della tuba con gli spermatozoi in precedenza trattati e separati da una bolla di aria dall’ovocita.

Custom icon
Transfer laparoscopico di zigoti e transfer laparoscopico di embrioni
ZIFT/TET

Altre tecniche applicabili sono, in particolari condizioni, lo ZIFT (transfer tubarico di zigoti) o il TET (transfer tubarico di embrioni), una combinazione di FIVET e GIFT. In pratica si prelevano gli ovociti così come per la FIVET, si fecondano in vitro e successivamente si trasferiscono zigoti o embrioni nella/e tuba/e per via laparoscopica, dopo circa 24 ore dal prelievo ovocitario nello ZIFT e 48 ore nel TET.